La Storia

Cenni Storici 

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Nel 1798, all'epoca della Rivoluzione Francese e dell'occupazione del Piemonte durante la prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, anche a Rivarolo, come un po' ovunque, si eresse l'Albero della Libertà, simbolo del sentimento rivoluzionario. In quell'occasione, così importante per la Municipalità Rivarolese, un’incerta memoria orale vorrebbe presente la Musica. 

In realtà la più antica testimonianza accertata della presenza di una formazione musicale in Rivarolo Canavese, risale ad un documento del 1799 che ci conferma che la processione di S. Giacomo, patrono cittadino, era accompagnata da un gruppo di suonatori citati come “Virtuosi”. 

Di loro, oltre alla presenza, non si hanno altre notizie, ma a noi piace immaginarli non come persone occasionalmente riunite, ma come una formazione stabile: una Banda Musicale. Da allora, ma forse anche da prima, ogni manifestazione importante avrebbe avuto maggior solennità con la presenza della Musica. Il 1800 è ricco di testimonianze della presenza di gruppi di musici, indentificati in vario modo: a volte genericamente come banda o musici, talvolta come filarmonici. Le loro attività furono però sostenute con alterne fortune e scarso successo da varie strutture patrocinatrici che anche per mancanza di fondi, ebbero sempre vita breve. 

Sarà solo verso fine secolo che, grazie al benessere portato dal progressivo sviluppo economico-industriale locale, favorito dall’assenza di guerre e dalla stabilità politico/amministrativa, si creeranno i presupposti affinché si dia stabilità definitiva all'attività musicale cittadina. 

Correva l'anno 1857 quando, dalle pagine dell’archivio comunale, accanto ad una somma pagata per un servizio reso, emerge la segnalazione di una Società Filarmonica.

Era il 1869 quando, con il contributo di 300 lire da parte del Comune, in Rivarolo venne fondata un'Accademia Filarmonica. Nonostante che il sussidio comunale fosse elargito per diversi anni successivi, l'Accademia si sciolse nel 1882 dopo appena 13 anni di attività, anche forse a causa della concorrenza del Corpo Musicale della Società Operaia della Manifattura. Il Comune, nella speranza che potesse risorgere in breve tempo, si accollò il debito di 1000 lire riscattando strumenti, partiture e suppellettili. Trascorsi inutilmente due anni, l’Amministrazione sarà costretta ad alienare tutto quanto, ma i Musici si rifiutarono di consegnare gli strumenti, opponendosi alla loro vendita. 

La società 

Filarmonica Rivarolese

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Il 1° regolamento del nuovo sodalizio, tuttora conservato nella sede della Filarmonica, è datato 14 settembre 1885 e porta le firme del presidente Sig. Bartolomeo Trucchetti e del segretario Sig. Antonio Gambotti. 

Il Comune concorse con un nuovo stanziamento di 300 lire, offrì la sede e l'alloggio per il maestro ma, in cambio, volle che la società fosse sotto il suo controllo e che il Corpo Musicale partecipasse gratuitamente alle feste e manifestazioni di un certo rilievo. 

Col tempo la Banda della Manifattura cesserà di esistere e la Società Filarmonica Rivarolese probabilmente incorporò quanto rimase di quel Sodalizio.

Dei primi anni di attività non c'è documentazione: il 1 gennaio 1909 entrerà in vigore un nuovo Statuto, lo stesso a cui si è fatto riferimento fino al recente aggiornamento (giugno 1998). Nello stesso anno la Banda, oltre a quelli gratuiti, partecipò a nove servizi a pagamento: l'organico era di 27 musici che nel 1913 erano divenuti 39. Durante la Guerra '15-'18 i suonatori diminuirono a 24, ma nel 1920 erano nuovamente 32 e divennero 37 nel 1936. Più recentemente i Musici furono 46 nel 1963 e 51 nel 1976. Oggi il Maestro complessivamente può contare su un organico di circa 60 elementi. 

Negli anni 1936 la Banda provava il martedì ed il venerdì dalle 20.30 alle 22.30 d'inverno e dalle 21 alle 23 in estate; mensilmente doveva esibirsi in concerto presentando un brano d'opera ed una marcia nuovi. Il Maestro assunto dalla Società percepiva uno stipendio di 300 lire mensili ed oltre alle prove, era tenuto ad effettuare 2 lezioni settimanali per gli Allievi. In seguito alle direttive emanate dal Regime, il 3 giugno 1936 la Società Filarmonica Rivarolese fu incorporata nell'Opera Nazionale Dopolavoro di Rivarolo, come Sezione Filarmonica. Il consiglio di amministrazione fu sciolto ma il presidente venne nominato Direttore della Sezione, mentre le cariche operative: segretario, cassiere, ecc. continuarono a svolgere funzioni analoghe. Nonostante le difficoltà della guerra la Filarmonica continuò l'attività musicale e nel 1946 riconquistò l'autonomia riassumendo l'antica denominazione voluta dal comitato fondatore nel 1885.

L'ing. Bartolomeo Trucchetti nacque in Rivarolo il 3/10/1857. Fu un appassionato di musica e suonatore di clarinetto. All'età di 28 anni fondò la Filarmonica. Qualche anno prima era stato anche presidente del Comitato del Carnevale. Fu industriale: sua fu la società che portò il gas e l’illuminazione a Rivarolo e tra le carte più antiche del nostro archivio esiste il contratto per l'illuminazione della sede di via Cavour, risalente al 1919. Abitò in quella che allora si chiamava P.zza Statuto, al n. 10 (oggi V.le Berone n. 30) dove morì di malattia il 26/3/1925 all'età di 68 anni. Rimase nel Consiglio di Amministrazione della Filarmonica fino alla morte. Le sue azioni furono rilevate dal figlio ing. Giovanni, mentre quelle della moglie Maria Rubeo passarono alla nuora, sig.ra Silvia Romana. Nel 1926 il figlio Giovanni firma come presidente alcuni atti della Società e fino al 1956 resterà membro del Consiglio di Amministrazione. 

Le sedi della Società 

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Fino agli anni '60 la sede della Filarmonica era in alcuni locali di via Cavour n. 25, gli stessi offerti dal Comune in segno di partecipazione quando venne fondata la Società. Parte dell'isolato venne abbattuto per l'erezione del palazzo oggi esistente tra c.so Italia, via Trieste e via Cavour e la Filarmonica traslocò presso la sede della Società Operaia in via Domenico Viano. 

Nel 1972 la sede venne trasferita al 1º piano dell'ex-oratorio femminile adiacente alla Chiesa di S. Giacomo, nei locali messi gentilmente a disposizione dalla Parrocchia ed oggi occupati dalla CARITAS Diocesana.

Nel 1977 il Comune, acquistata dalla Congregazione delle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione la Villa S. Giuseppe in Vicolo del Castello 1, ridiede, secondo l'antico patto costitutivo una sede alla Filarmonica. Tra i locali concessi ci fu anche l'ex-cappella che venne destinata a sala prove della Banda. La nuova sede fu benedetta dal Reverendo Prevosto di S. Michele, don Mario Bosio, nel settembre 1977. Nell'occasione la Società organizzò un raduno di Bande a cui parteciparono le formazioni di Forno, Devesi, Favria, Rivara, Salassa, S.Giorgio che tennero concerto nel cortile della Villa S. Giuseppe. 

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I Maestri di musica 

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I nominativi dei primi Maestri di Musica che furono alla guida del Corpo Musicale ci sono purtroppo sconosciuti per la mancanza di documenti che possano ricordarcene il nome. 

Durante i primissimi anni di questo secolo si ha notizia che a Rivarolo la direzione della banda fosse affidata al Mº Giovanni Battista Guinzio di Favria. Oltre alla nostra diresse a lungo anche una delle due Bande di Favria, che nel 1898 riunì in un'unica formazione, e quelle di Spineto e Salassa. Nel 1900 sotto la sua guida la nostra Filarmonica si classificò al il 1º posto nel raduno di Bande indetto in Ivrea per il 2° Millennio della fondazione della città. Clarinetto solista fu il figlio del Maestro e pare che il premio fosse stato consegnato addirittura dal M° Giuseppe Verdi in persona. Il Diploma di Merito è tuttora esposto presso la sala di musica.

Dalla firma apposta su una partitura manoscritta si dedurrebbe che nel 1902 alla guida del Corpo Musicale ci fosse il Mº Narciso Basile . 

Nel 1907 la Filarmonica Rivarolese assunse il Mº Stura che per due anni, dalla morte del Mº Guinzio, aveva diretto la Banda di Favria. 

Gli succedette probabilmente il Mº Giulio Farsora che nel 1911 sarà affiancato dal M° Giuseppe Vezzetti, rientrato nella natia Rivarolo dagli Stati Uniti. Durante la sua permanenza oltre oceano diresse una delle migliori formazioni musicali del Wisconsin. I loro nomi compaiono al termine dell'elenco dei musici partecipanti al pranzo di S. Cecilia del 24/11/1912. Negli anni successivi si ha notizia della presenza del Mº Angelo Montanari, già direttore, negli anni antecedenti la Grande Guerra, della Banda del 50º Rgt di Fanteria. 

Al termine del Conflitto Mondiale, la Filarmonica attraversò un periodo di difficoltà economiche. In tale situazione l'incarico di Maestro venne probabilmente attribuito da Don Stefano Nida, celebre musicologo e studioso di musica rivarolese che avrebbe contribuito a risollevare le sorti della nostra società. 

Intorno al 1930 la direzione era affidata al Mº Calogero La Pinta che ricopriva il medesimo incarico anche presso la Banda del Presidio Militare di Torino.

Gli succedette il Mº Olinto Tamietti, diplomato in Conservatorio, che in precedenza aveva diretto le Bande di Valperga, Salassa e Favria. In seguito diresse anche altri complessi, pare addirittura sei contemporaneamente, ritornando anche alla guida della Filarmonica Favriese. 

Nel febbraio del 1935 il Consiglio di Amministrazione affidò la Banda al Mº Giuseppe Miglietti che ne curerà la direzione fino al termine del 1957. Diplomato in Fagotto ed Organo presso quello che divenne il Conservatorio di Torino, fu un valente professore e direttore d'orchestra ed ebbe una intensa vita artistica sia in Italia che all'estero. Conobbe e fu amico di alcuni tra i più importanti artisti dell'epoca, tra i quali anche il Mº Arturo Toscanini. Nel 1928 si fermò a Rivarolo assumendo l'incarico di Organista in S. Giacomo e dal 1932 anche di insegnante di musica nelle scuole della zona. Con la sua direzione vennero raggiunti grandi risultati in termini musicali e la nostra Banda fu a lungo apprezzata e stimata anche fuori porta, dando lustro alla nostra città. Si ritirò dalla direzione della Filarmonica dopo 23 anni, all'età di 69 anni. 

La sua bacchetta, in rapida successione, venne affidata nuovamente al M° La Pinta e quindi ai Maestri Guizzardi e Tondella nel breve volgere di quattro anni. Nessuno di loro fu però in grado di raccoglierne l'eredità, tanto che anche l'organico ne risentì riducendosi di numero. 

Nel 1961, dopo l'ennesimo esonero, la Società affidò la direzione al Mº Gigi Bosco, diplomato in Pianoforte e Clarinetto presso il Conservatorio di Torino, che al momento della nomina era 1º Clarinetto della Banda. Egli fu un valente direttore ma soprattutto fu un grande insegnante e molti giovani, non solo della nostra Banda o di Rivarolo che grazie ai suoi insegnamenti iniziarono a districarsi sul pentagramma e tra le note, lo ricordano con affetto e riconoscenza. Sotto la sua direzione la Banda raggiunse un eccellante livello esecutivo tanto da vincere ambiti premi in vari ed importanti raduni bandistici. Il Mº Bosco lasciò la direzione nel 1980 all'età di 70 anni e la Società Filarmonica in segno di riconoscenza lo nominò Maestro Onorario. Oltre alla Banda di Rivarolo diresse anche le Banda di Feletto e di Pont C.se. Fu anche insegnante di musica presso le scuole comunali. 

Gli subentrò il Mº Silvio Calligaris. In passato fece parte della nostra Banda come suonatore di clarinetto a fianco del Mº Bosco. Esperto direttore, condusse la nostra Banda fino al 1985 ottenendo notevoli favori di pubblico. Oltre alla nostra, diresse diverse formazioni sia in zona sia nel Novarese ed ultimamente, era alla guida delle Bande di Bosconero, Feletto, Caselle ed Ivrea. Oltre che direttore fu compositore di numerosi brani tuttora nel repertorio di molte bande ed insegnante apprezzato in corsi di formazione musicale sia per gli alunni sia per gli insegnanti delle scuole elementari rivarolesi.

Dal 1985 alla fine del 1988 la direzione fu assunta dal Mº Franco Fassione. Conseguì l'Attestato in Direzione di Banda presso il Conservatorio di Torino. Per molti anni, anche prima di assumere il nuovo incarico, fu stato percussionista e timpanista della nostra Banda. Diresse, anche contemporaneamente a quella di Rivarolo, la Banda di Ozegna. 

Successivamente, fino al marzo del 1995 a dirigere la Banda fu chiamato il Mº Faustino Gardetto, già suonatore di flicorno soprano nella Banda di Bosconero. Anch'egli, come il Mº Fassione di cui fu compagno di corso, superò gli esami del Corso di Direzione di Banda presso il Conservatorio di Torino. Successivamente, riprese la direzione della Banda di S. Giorgio Canavese, che già aveva diretta in precedenza. 

Tra il marzo 1995 e l’ottobre 2003 la bacchetta venne affidata al Mº Bruno Guglielmetti. Diplomato in Clarinetto presso il Conservatorio di Torino. Da anni è insegnante di musica nelle scuole medie della zona e direttore di banda. Prima della nostra, diresse le Bande di S. Martino, Agliè, Volpiano, Oglianico, nonchè il Gruppo Musicale "Pietro Nasi " di Volpiano per i primi anni dalla fondazione. 

Per soli due mesi tra l’ottobre ed il dicembre 2003, alla direzione venne chiamato il M° Alberto Pecchenino di Favria. Diplomato in Trombone al Conservatorio di Torino ed apprezzato successore del padre alla guida della Banda di Favria.

Negli anni precedenti fu spesso presente ai nostri concerti suonando il flicorno baritono o il trombone. Ebbe anche occasione di sostituire momentaneamente il nostro maestro. Con lui in breve tempo preparammo un concerto di S. Cecilia apprezzato dal pubblico, dopodiché fu costretto a rinunciare all’incarico a causa dell’inconciliabilità con la sua nuova attività lavorativa. 

Oggi la bacchetta è affidata al Mº Donato Lombardi , di Caselle T.se (TO). E’ diplomato in Basso Tuba presso il Conservatorio di Torino ed è figlio d’arte: il padre Luigi è stato a lungo apprezzato direttore della Banda di Villanova Canavese. Dal 1985 fino al 1992 gli succedette nella guida, mentre nel 1982 è stato tra i Fondatori della Filarmonica S. Marco di Buttigliera Alta che ha diretto fino al 2004. In passato diresse anche la banda di Carmagnola e quella del Quartiere Lucento di Torino. Col suo arrivo la Filarmonica è impegnata in un grande sforzo di rinnovamento apprezzato calorosamente dal pubblico, che per i musici comporta l’impegno di due prove settimanali.

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